Gialla e blu, con lo stemma del paese: la bandiera di Leporano
Questa bandiera è divisa a metà: gialla verso l’asta, blu verso l’estremità libera. Al centro c’è uno scudo azzurro con una lepre rampante nel suo colore naturale, rivolta verso destra. Sopra lo scudo c’è una corona muraria grigia, mentre rami di alloro e di quercia, legati con un nastro nei colori del tricolore italiano, lo incorniciano dal basso. Non c’è nessuna scritta.
La lepre
Araldicacivica.it dice che il decreto del 27 settembre 1985 descrive lo stemma come «d'azzurro, alla lepre rivoltata, rampante in sbarra», con gli ornamenti tipici di un comune. Wikipedia italiana dice che lo stemma raffigura una lepre rampante, rivolta all’indietro, a colori naturali su fondo blu; lo scudo è sormontato da una corona muraria e circondato da un ramo di alloro e uno di quercia legati con un fiocco tricolore.
Il gonfalone e la bandiera
Il gonfalone è un drappo diviso in giallo e azzurro («partito di giallo e di azzurro»), che misura un metro per due ed è riccamente decorato con ricami d’argento. Araldicacivica.it riporta una bandiera degli stessi due colori con lo stemma del Comune al centro. È proprio questa bandiera.
Da dove viene questo nome?
L'origine del nome è incerta. Secondo alcuni deriva da un «leprarium» romano, ovvero una riserva di lepri, ed è per questo che nello stemma compare una lepre; secondo altri deriva dal nome proprio latino Leporius, da cui deriverebbe un «Leporianus fundus», ovvero una tenuta di proprietà di un uomo con quel nome.
Da Saturo al castello di Muscettola
La Wikipedia italiana dice che il primo insediamento di Leporano risalirebbe al 736 e che il tratto di mare che oggi si chiama Marina di Leporano fu l’ultimo attraversato nel 706 a.C. dalla flotta di Falanto prima di approdare in quella che oggi è la baia di Saturo e fondare Taras (Taranto), l’unica colonia spartana dell’Italia meridionale. A lungo dipendente da Pulsano, Leporano ottenne l’autonomia nel 1820. Il castello che ancora oggi domina il paese fu costruito dalla famiglia Muscettola nel XVII secolo su una precedente struttura aragonese.
Per chi la sceglie
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