Verde e nero con l'aquila: la bandiera dell'Aquila
La bandiera dell'Aquila è divisa in due metà verticali, verde verso l'asta e nera verso l'esterno, e al centro porta lo stemma della città: un'aquila nera coronata su uno scudo d'argento, con la sigla PHS in alto e il motto IMMOTA MANET ai lati. Sono i colori neroverdi che gli aquilani riconoscono ovunque.
Un'aquila per nome
Il nome e il simbolo della città nascono insieme, con la sua fondazione nel 1254 per privilegio imperiale. Lo Statuto del Comune dell'Aquila descrive lo stemma così: «d'argento all'aquila dal volo abbassato di nero, coronata, rostrata, linguata e armata d'oro, accostata alla scritta PHS in capo e IMMOTA MANET ai fianchi». Gli studiosi di bandiere raccontano che in origine l'aquila era bianca in campo rosso, e che col tempo diventò nera su argento. Lo stemma di oggi fu riconosciuto con decreto del 14 luglio 1937.
PHS e Immota manet
Il motto IMMOTA MANET, «resta salda», viene da Virgilio. La sigla PHS ha invece un significato incerto: secondo una delle ipotesi è una scrittura errata del trigramma di Cristo, IHS. Poche lettere che accompagnano l'aquila da secoli e che fanno di questo stemma uno dei più riconoscibili d'Abruzzo.
Il nero del lutto, il verde della speranza
Il verde e il nero sono i colori tradizionali della città. Secondo la tradizione li scelse L'Aquila dopo il terremoto del 1703: il nero per il lutto, il verde per la speranza. Un tempo la bandiera era divisa in orizzontale, con una striscia nera in basso e lo stemma sulla parte verde; la versione in uso oggi è divisa in verticale, in due parti uguali, con lo stemma al centro.
I quattro Quarti e la Perdonanza
Sul gonfalone del Comune, accanto allo stemma, ci sono le insegne dei quattro Quarti storici, San Marciano, Santa Maria Paganica, San Pietro e Santa Giusta, scelti come simbolo dell'unità della città. E ogni anno, tra il 28 e il 29 agosto, L'Aquila vive la Perdonanza Celestiniana, nata dalla Bolla di Papa Celestino V del 1294 e iscritta nel 2019 nel patrimonio immateriale dell'UNESCO: è il momento in cui il neroverde si vede in ogni strada.
Per chi la sceglie
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