Rossa con l'alabarda: la bandiera di Trieste
La bandiera di Trieste è rossa, con al centro l'alabarda bianca, la punta di lancia a tre rebbi che tutti in città riconoscono. Riproduce lo stemma cittadino, rosso con l'alabarda d'argento, trasformato in un drappo da far sventolare. Per i triestini è semplicemente «l'alabarda», e basta vederla per sapere di che città si parla.
La lancia di San Sergio
Negli statuti comunali del 1350 il simbolo di Trieste ha un nome preciso: la lancia di San Sergio. Col tempo, nel parlare di tutti i giorni, è diventata l'alabarda, anche se gli esperti di armi la chiamerebbero piuttosto una corsesca. Forse all'origine rappresentava una croce o un giglio; di certo dal Trecento è il segno del Comune, e da allora contraddistingue Trieste.
Nello Statuto della città
Lo Statuto del Comune di Trieste descrive lo stemma come quello storicamente in uso: un'alabarda d'argento in campo rosso. Il gonfalone, riconosciuto con regio decreto del 30 giugno 1932, porta la medaglia d'oro al valor militare. Stemma e gonfalone, dice lo Statuto, sono il simbolo della comunità.
Aquile, fasci e corone
Nei secoli l'alabarda ha cambiato compagnia secondo chi governava la città: aquile bicipiti, aquile napoleoniche, fasci, corone turrite. Nel 1382 Trieste passò agli Asburgo, e nel 1464 l'imperatore Federico III le concesse un nuovo stemma. Nel 1719 fu dichiarata porto franco, e cominciò a diventare lo sbocco sul mare delle terre danubiane; il 3 novembre 1918 passò all'Italia.
Una bandiera civica
La bandiera rossa con l'alabarda fu introdotta tra le due guerre mondiali ed è ancora oggi la bandiera civica di Trieste. Dal 1947 all'ottobre del 1954 fu usata anche come bandiera del Territorio Libero di Trieste.
Per chi la sceglie
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