L'aquila e il biscione: la bandiera del Ducato di Milano
La bandiera del Ducato di Milano è divisa in quattro quarti. In due, su campo d'oro, c'è l'aquila nera dell'Impero; negli altri due, su campo bianco, il biscione dei Visconti, il grande serpente azzurro coronato che tiene tra le fauci un uomo. È la bandiera di uno degli Stati più potenti dell'Italia del Rinascimento.
Il biscione dei Visconti
Il biscione era lo stemma dei Visconti, la famiglia che dominò Milano e gran parte dell'Italia settentrionale nel Trecento e nel Quattrocento. Sulla sua origine si raccontano due leggende: secondo la prima, Ottone Visconti, alla prima crociata, uccise un guerriero saraceno e ne prese le insegne, un serpente che divora un uomo; secondo l'altra, sconfisse il drago Tarantasio, che viveva nel lago Gerundo e divorava i bambini.
1395, nasce il Ducato
Nel 1395 il re di Germania Venceslao, in cambio di una grande somma, nominò Gian Galeazzo Visconti duca di Milano e principe ereditario del Sacro Romano Impero. Fu allora che al biscione si affiancò l'aquila imperiale: Milano era un ducato dell'Impero, e lo stemma lo diceva a tutti. La storia di Milano di Bernardino Corio, scritta circa un secolo dopo, racconta che, alla cerimonia dell'investitura, un cavaliere portava lo stendardo del biscione inquartato con l'aquila.
Dai Visconti agli Sforza
Sotto Gian Galeazzo i Visconti raggiunsero il loro massimo potere. Nel 1450 il condottiero Francesco Sforza, che aveva sposato la figlia del duca Filippo Maria Visconti, divenne duca di Milano, e la sua famiglia governò per quasi un secolo. Alla morte senza eredi di Francesco II Sforza il Ducato passò all'imperatore Carlo V e agli Asburgo.
Fino a Napoleone
Secondo gli studiosi di bandiere, l'aquila e il biscione rimasero l'insegna del Ducato fino al 1796, quando l'arrivo di Napoleone pose fine allo Stato. Il biscione non è mai scomparso: lo si ritrova ancora oggi nel simbolo della città di Bellinzona, in Svizzera.
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