Rosso su blu, con lo stemma del comune: la bandiera di Ascrea
Questa bandiera è divisa orizzontalmente: rosso in alto, blu in basso. Nella parte superiore, in maiuscolo bianco, c’è la scritta «COMUNE DI ASCREA». Al centro c’è uno scudo blu con un castello in pietra: un’ampia base merlata con sopra una torre più piccola, su una striscia di fondo verde. Una corona muraria d’argento sovrasta lo scudo, che è incorniciato da una ghirlanda di alloro e quercia, legata con un nastro ai colori del tricolore italiano.
Stemma e gonfalone
Lo Statuto del Comune di Ascrea descrive lo stemma come un castello con una piccola torre, circondato da due rami di quercia e alloro legati con un nastro ai colori nazionali. Wikipedia italiana dice che lo stemma è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 20 novembre 1937, e che il gonfalone è un drappo diviso in rosso e azzurro («troncato di rosso e di azzurro»). Il sito di araldica Araldicacivica descrive lo stemma come un campo blu con un castello a colori naturali, con porte aperte in nero, merli guelfi e una piccola torre finestrata, posto su un prato, e riporta una bandiera dello stesso tessuto rosso e blu con lo stemma al centro.
La valle del Sabina e quella del Turano
Ascrea è un comune in provincia di Rieti, nel Lazio. La Wikipedia italiana lo descrive come un centro agricolo della Sabina, nella media valle del Turano, su uno sperone roccioso alle pendici del Monte Navegna; tra le sue aree naturali c'è la Riserva Naturale del Monte Navegna e del Monte Cervia.
Un villaggio dei Mareri
Secondo Wikipedia italiana, Ascrea si è probabilmente sviluppata tra l’XI e il XIV secolo, mentre i villaggi di Bulgaretta e Mirandella venivano gradualmente abbandonati. Viene menzionata per la prima volta nel 1392 come possedimento della famiglia Mareri, mentre nel 1968 cedette la sua frazione di Rigatti al comune di Varco Sabino. Araldicacivica afferma che l’origine del nome è oscura; alcuni studiosi ipotizzano che derivi dal nome proprio latino «Ascreius».
Per chi la sceglie
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