Il bastone nero sul bianco: la bandiera di Basilea Città
La bandiera di Basilea Città è di un'eleganza rara: un campo bianco e, al centro, un pastorale nero, il bastone ricurvo dei vescovi, con il ricciolo rivolto verso l'asta. In basso il bastone si allarga e finisce in tre punte. I basilesi lo chiamano Baselstab, il «bastone di Basilea», ed è da secoli il segno della città sul Reno.
Dal pastorale del vescovo
Il pastorale è il bastone del pastore che guida il gregge, segno dell'autorità del vescovo. Basilea fu per secoli una città di vescovi, e dal loro bastone è nato il suo stemma. La forma è molto stilizzata, accorciata e ingrossata fino a diventare quasi astratta, ed era già fissata nel 1249. Le tre punte in basso ricordano un dettaglio vero: il puntale dei bastoni pastorali, che serviva a piantarli nel terreno.
Dal rosso al nero
In origine il pastorale era rosso, il colore del vescovo, e nel Trecento, quando la città acquistò dal vescovo i suoi diritti, diventò nero per la città. Nel 1501 Basilea entrò nella Confederazione; nel 1529 vi si impose la Riforma. Il pastorale nero restò, segno ormai della città e non più del vescovo.
Seta italiana per il vessillo più antico
Il più antico vessillo di Basilea che si conosca, della seconda metà del Quattrocento, è un damasco di seta italiana bianca, lavorato a melagrane, con il bastone nero cucito sopra. Si conserva al Museo storico di Basilea, insieme ad altre bandiere della città. Accanto allo scudo, dalla fine del Quattrocento, compaiono spesso i basilischi, gli animali araldici che reggono lo stemma.
Una città diventata cantone
Nel 1833 il cantone di Basilea si divise in due semicantoni: Basilea Città e Basilea Campagna. La città tenne il pastorale nero rivolto verso l'asta; la campagna scelse un pastorale rosso girato dall'altra parte. Oggi il Baselstab nero sventola sul Reno, sull'università fondata nel 1460 e nei giorni del Carnevale di Basilea, il più grande della Svizzera: comincia il lunedì dopo il Mercoledì delle Ceneri, dura esattamente 72 ore ed è patrimonio immateriale dell'umanità UNESCO dal 2017.
Per chi la sceglie
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