Azzurro, oro e rosso: la bandiera di Salerno
La bandiera di Salerno ha una banda azzurra verso l'asta e, accanto, sei strisce verticali che alternano il giallo oro e il rosso. Sono i colori dello stemma e del gonfalone della città: l'azzurro del campo su cui compare San Matteo, l'oro e il rosso che i salernitani considerano i colori tradizionali di Salerno.
San Matteo, protettore della città
Nello stemma e nel gonfalone, su campo azzurro, c'è la figura dell'apostolo Matteo. Secondo la tradizione, Salerno lo volle nello stemma intorno al 1544, quando una tempesta distrusse la flotta del pirata Khair-ed-Din che stava per attaccare la città e il popolo ne diede merito al suo patrono. I sigilli del 1574 sono i primi documenti che legano il Comune a uno stemma.
Oro e rosso, colori difesi
Oro e rosso sono i colori tradizionali di Salerno, e il Comune li ha difesi: nel 1940 la Consulta araldica propose delle modifiche, ma la città insistette per conservarli. Il decreto del 23 giugno 1949 descrive il gonfalone come un drappo troncato d'azzurro e di rosso: nell'azzurro San Matteo, nel rosso tre fasce d'oro e la sigla S.P.Q.S. in oro. Lo stemma di oggi è quello ridisegnato e approvato dal Consiglio comunale nel dicembre 2011.
Hippocratica Civitas
Nel 1996 lo stemma si arricchì della scritta «Hippocratica Civitas», in onore della Scuola medica salernitana. Già nell'XI secolo, sotto il principe Guaimario V, la scuola medica di Salerno era famosa, e la città esercitava una specie di primato politico sugli Stati del Mezzogiorno.
Da colonia romana a capitale
Salernum fu fondata dai Romani nel 197 a.C. Nell'849, quando il ducato longobardo di Benevento si divise, Salerno divenne capitale di un principato indipendente. Roberto il Guiscardo, dopo l'assedio del 1076, ne fece la capitale del suo ducato, e in quegli anni sorse il duomo, ancora oggi il monumento principale della città. Nel 1550, dopo secoli di feudatari, Salerno poté finalmente riscattarsi.
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