La storia del "cervello della lucertola"
Forse hai già sentito questa spiegazione molto diffusa. Nella teoria 1960, il neuroscienziato Paul MacLean ha proposto l’idea che abbiamo tre cervelli sovrapposti: un cervello "rettiliano" primitivo dedicato alla sopravvivenza, uno emotivo e uno razionale in cima. Il cervello rettiliano, secondo questa teoria, reagisce al movimento prima ancora che tu abbia il tempo di pensare.
È una storia fantastica. Ma è anche superata: i neuroscienziati ritengono ormai da tempo che il modello del "cervello triuno" sia sbagliato. Il cervello non si è evoluto in strati ben definiti, e le sue parti lavorano sempre insieme.
Cosa emerge davvero dalla ricerca
La vera scoperta è ancora più interessante. Il movimento di per sé non attira automaticamente la nostra attenzione. Ciò che la attira è il movimento che inizia all’improvviso, e il movimento che cambia direzione all’improvviso. Gli psicologi hanno misurato entrambi in laboratorio.
Ora pensa a una bandiera che sventola al vento. Non si muove mai due volte nello stesso modo: sbatte, si piega, gira e ricomincia da capo, per tutto il giorno. Per la nostra attenzione, è una cosa quasi impossibile da ignorare.

Perché piace tanto ai professionisti del marketing
Farsi notare è la parte più difficile della pubblicità. Una bandiera promozionale ci riesce senza nemmeno chiederlo: lo sguardo si posa da solo su di essa, e il tuo logo e il tuo messaggio vengono visti. La prossima volta che il cliente dovrà scegliere, quell’immagine sarà già lì.
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Fonti: Abrams & Christ, "L'inizio del movimento attira l'attenzione", Psychological Science, 2003; Howard & Holcombe, "I cambiamenti inaspettati nella direzione del movimento attirano l'attenzione", Attenzione, percezione e psicofisica, 2010; BBC Science Focus, "La bugia del cervello rettiliano".



